A caccia dell'Animale di Potere
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Nelle popolazioni tribali, sapevano che come la carne dell'animale rinvigoriva il corpo, così lo spirito di
un animale era necessario per ridare energia allo spirito debole o malato.
Perciò mentre i cacciatori
andavano in cerca di prede nella realtà ordinaria, gli sciamani andavano a caccia di un animale di potere
nel mondo degli spiriti per riportarlo a chi ne aveva bisogno.
A noi moderni la caccia sembra
qualcosa di violento, ma nelle culture sciamaniche non è esattamente così - le prede, ad es. gazzelle,
vengono donate dallo spirito della Gazzella, il cui aiuto è stato chiesto in precedenza nella danza e nel
Viaggio sciamanico. Così le prede in un certo senso si offrono da se stesse ai cacciatori.
In modo
simile, lo sciamano nella sua caccia cerca uno spirito di animale che si offra per ridare potere alla persona
malata.
Questa poi creerà un rapporto il più possibile profondo con l'animale di potere, fino
addirittura a un'identificazione - così come i cacciatori si travestono e imitano le movenze delle loro
prede e mangiandone la carne la assimilano acquisendone in parte la natura.
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Boscimani a caccia con archi e lance in una pittura parietale di una caverna in Africa.
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L'animale di potere non ha un corpo fisico, perciò la persona non ne mangia la carne, ma lo assimila quando
la sciamano glielo soffia nel petto e nella testa.
Prima però occorre "catturarlo".
Il rituale
Se la persona è debole o si ammala facilmente oppure non ha capacità di ripresa, significa che il suo
animale di potere lo ha lasciato. Lo sciamano scenderà allora nel mondo inferiore a caccia di un
animale che dia al cliente potere ed energia.
Cercherà, se possibile, il suo doppio animale, l'animale che la persona
aveva fin da piccola e che ora si è allontanato.
Per ritrovarlo, lo sciamano deve stabilire un
rapporto di sintonia con il cliente, passare la giornata con lui, mangiare insieme. Non dovranno esserci altre
persone insieme a loro, tranne coloro che parteciperanno al rituale, in particolare il suonatore di tamburo
(che può essere un assistente dello sciamano o un amico del cliente). Un piccolo gruppo di tre o quattro
persone, ma a volte possono essere tutti i componenti di un circolo di tamburo, una intera comunità
sciamanica.
Alla fine della giornata, in una stanza in penombra, rischiarata solo da una candela, lo
sciamano farà stendere il cliente su un tappeto o una pelle di animale che, come in altri rituali di
guarigione, diventerà il centro del mondo.
Questo luogo verrà consacrato con fumi di erbe
gradite agli spiriti (ad es. salvia selvatica) diffusi nelle 6 direzioni dello spazio (Est,Sud, Ovest, Nord,
Cielo e Terra). Ciò servirà a invocare l'aiuto degli spiriti delle direzioni.
Poi lo sciamano
danzerà intorno al cliente agitando il sonaglio e cantando un canto di potere per attirare i propri spiriti
aiutanti, in particolare il proprio animale di potere. La danza, sempre più vorticosa e battendo forte i
piedi a terra, serve anche a far circolare energia tra lo sciamano e il cliente (che pure rimane disteso e
rilassato) e stabilire un più forte collegamento con lui.
Il tambureggiatore batterà il
tamburo all'unisono col sonaglio dello sciamano.
Il ritmo del sonaglio, il canto e la danza alterano la
coscienza dello sciamano che comincia a vedere i propri spiriti aiutanti nella penombra.
Infine, stordito dal vortice della danza, si lascerà cadere a terra accanto al cliente. Si accosterà a
lui in modo da toccarlo all'altezza delle caviglie e delle spalle. Intanto prosegue ad agitare il sonaglio sopra
il proprio petto attirando così fuori la propria anima che si dirigerà all'imboccatura del tunnel verso
il Mondo Inferiore.Quando entra nel tunnel, smette di scuotere il sonaglio e si copre gli occhi con un bandana o
con il braccio. Il tambureggiatore prosegue a battere il tamburo allo stesso ritmo.
Lo sciamano
può dover viaggiare molto lontano nel Mondo Inferiore prima di trovare il doppio animale del cliente. Il
proprio animale di potere gli farà da guida ed egli terrà salda dentro di sé l'intenzione di
incontrare l'animale del cliente, forse la griderà nel vento o agli alberi o all'acqua e la ripeterà
ad ogni spirito, umano e animale, che incontra. Spesso qualcuno di loro gli darà delle indicazioni sulla
strada dove cercare.
Passare la giornata con il cliente, mangiare insieme, danzare intorno a
lui fino a stordirsi non sono pratiche necessarie per alterare la coscienza e neppure per trovare un animale di
potere. Si può benissimo, come d'altronde viene fatto nei seminari, sdraiarsi accanto a un cliente
semi-sconosciuto e, dopo un rapido Viaggio, riportargli un animale di potere.
Ma, così facendo, nulla
garantisce che troveremo il doppio animale ,quello che il cliente aveva fin da bambino e che ha, o almeno
dovrebbe avere, il più profondo rapporto con lui. Lo sciamano troverà invece un qualunque animale che
ha pietà del cliente e che è disposto a essere uno dei suoi animali di potere.
Ciò è di
solito sufficiente per una guarigione. L'animale che troviamo sarà certo portatore di un potere utile alla
persona in quel frangente della vita.
Spesso però non si instaura un rapporto duraturo e l'animale
lo lascia dopo qualche tempo.
Il ritrovamento però dell'animale di potere principale
ha un effetto molto più intenso e definitivo e produrrà un aumento generale del potere e della
vitalità della persona in tutti i suoi aspetti. Inoltre è uno dei pochi modi, per chi non pratica lo
sciamanismo, di incontrare il proprio doppio animale.
Anche se personalmente credo che l'animale di potere principale non ci lasci mai definitivamente, gli sciamani
di alcune culture sono di altra opinione. In tal caso, se il doppio animale avesse del tutto abbandonato una
persona, questo rituale troverà un nuovo doppio animale per lei o lui.
Nel rituale
veloce si trova semplicemente un qualunque animale che ha pietà del cliente - in altre parole, se un altro
sciamano ripetesse la guarigione troverebbe probabilmente un animale diverso. Questa relativizzazione
dell'animale di potere ne riduce di fatto l'efficacia perché disperde il potere.
Il rituale
più impegnativo ricerca un animale che può essere solo quello e non altri e che spesso il cliente poi
ricorda essere stato il suo animale favorito da bambino.
Così se un altro sciamano cercasse di
nuovo, ritroverebbe lo stesso animale. La controprova però non può essere fatta, perché i riti
non vanno ripetuti: essi funzionano all'inverso del metodo scientifico: basano la loro efficacia sull'unicità
, sul loro essere assoluti. Ma proprio la convinzione che il rito e l'animale siano unici e assoluti ne
concentra il potere. Questo è purtroppo un aspetto del rito che la New Age, influenzata forse dalla
mentalità scientifica, non riesce a capire.
E' per questa ragione che io attuo sempre
la caccia all'animale di potere nel modo che ho detto: anche se in teoria un qualunque animale disponibile
sarebbe sufficiente alla guarigione, il rito potente e assoluto di ricerca del doppio animale ha, nella mia
esperienza, un'efficacia anche curativa molto più alta.
La caccia
L'animale di potere di cui lo sciamano va a caccia si offrirà alla fine al suo cacciatore, come avviene per
tutte le prede, o non sarebbe possibile catturarlo. Ha abbandonato la persona che proteggeva perché
trascurato o deluso, perché questa non ne usava il potere e l'animale si sentiva inutile - o soltanto
perché, come spesso gli uomini diventando adulti, aveva dimenticato la l'identità del suo animale e
non aveva più rapporto con lui, spingendolo così ad andarsene.
Ma lo sciamano griderà ai
quattro venti che il suo cliente è debole e malato e, almeno nella maggioranza dei casi, il doppio animale
si impietosirà e si farà riconoscere.
L'animale di potere si rivela mostrandosi allo sciamano
per quattro volte da quattro angolazioni diverse. Può apparirirgli prima di profilo, poi di fronte, in fuga
e accovacciato, per esempio. Alcuni sciamani, non meno potenti di altri, non "vedono" immagini,
sentono con gli altri sensi oppure percepiscono quel che è intorno a loro. Anche in questo caso
percepiranno l'animale di potere 4 volte, in modi diversi, potranno sentirlo dietro di sé, poi di fronte,
udirlo fuggire e percepire che sta accovacciato sotto di loro.
Però può anche mostrarsi come
4 animali della stessa specie, ad es. 4 orsi o 4 cerbiatti o una coppia di cervi con due piccoli o un'Aquila con
3 uova. Tutte queste manifestazioni vanno bene.
Lo sciamano allora chiede all'animale se è lui
l'animale di potere che sta cercando e questo si lascerà prendere. Se sono quattro si fonderanno in uno
solo o tre se ne andranno via.
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