Sciamano

Il Tamburo dello Sciamano

Sciamano

La lettera I

I come il grido della scimmia spaventata: iiiiiiiiii!
(Agarri-lim Gu: dal rad. i in i₂)

Le persone I (ad es. Mario, Silvia) sono determinati nella loro vita e nel loro potere dalla Paura.
Gli I hanno fin da piccoli paura di tutte le sfide della vita, degli altri, dell'ignoto e dell'imprevisto.
La Paura, quel Dio spaventoso che i greci antichi chiamavano Phobos e capace di prendere molteplici aspetti, è la sfida che il Cielo ha posto sul loro cammino. La maggioranza di loro non riescono a vincerla e sono quelli che chiameremo I ordinari. I pochissimi che vincono le loro paure diventano molto potenti, come diremo dopo, e li chiameremo I straordinari.

Il temperamento degli I ordinari dipende da come reagiscono alle paure di cui sono schiavi. Proprio come accade agli animali spaventati che o si inferociscono o, al contrario, abbassano le orecchie e si sottomettono, gli I ordinari sono di solito o aggressivi e nervosi oppure persone miti e gentili, che parlano con voce bassa. I primi spesso si fingono forti e coraggiosi, quando non addirittura prepotenti, mentre i secondi ostentano calma, imperturbabilità, modestia o superiorità e talora saggezza ieratica. Naturalmente sia il tipo mite che quello aggressivo possono assumere attitudini del tipo opposto, più o meno di frequente, ma di solito uno dei due temperamenti è prevalente, nel senso che è quello che tengono nelle situazioni ordinarie e comuni della vita.
Gli I miti non sono tranquilli in profondità e il loro è più che altro un atteggiamento che in origine serve a passare inosservati di fronte agli Spiriti ostili, ma poi diventa un modo per sembrare tranquilli e impavidi. Scavando abbastanza a fondo dentro di loro, si trova molta rabbia e aggressività repressa che all'occasione può sprigionarsi. Più spesso però non si scatena - a causa della paura - ma piuttosto si scarica come ostilità e vendette sotterranee o come semplice pettegolezzo.
Gli I aggressivi (che chiamerò anche reattivi) si mostrano audaci o più spesso temerari, ma in realtà limitano di solito i loro atti di "coraggio" ad azioni in campi in cui si sentano sicuri. Visto che, per quanto dominati dalla paura, raramente hanno paura di tutto!
Essi poi si innervosiscono molto di fronte a ostacoli e contrattempi, prendendo di mira singole persone, i servizi pubblici, gli uomini al potere, il governo, il destino etc.

Gli I miti tendono a rispondere alla paura controllando tutto nella loro vita, mentre gli I aggressivi rispondono in modo reattivo scatenandosi, in modo più o meno vano, contro ciò che li spaventa.
I primi allora tendono ad organizzare tutto e prevedere i possibili contrattempi. Questo appare pedante agli occhi delle altre persone, specie se devono convivere con una I.
Gli I aggressivi invece tendono a organizzare in modo nervoso e approssimativo, finendo vittima quindi di svariati contrattempi contro i quali si infurieranno.
Sia gli uni che gli altri pensano a lungo prima di agire, preoccupandosi di tutte le possibili conseguenze e sono lenti a operare scelte. In generale gli I odiano le scelte poiché queste li mettono di fronte al rischio dell'ignoto, una delle loro maggiori paure.
Dopo aver pensato a lungo però gli I miti agiscono in modo iper-previdente mentre quelli aggressivi, dopo tanto riflettere, lo faranno in modo raffazzonato e impreciso!

Gli I ordinari vivono la vita in modo complicato, a causa della necessità di proteggersi dalla paura e dall'ignoto. E, a riprova del detto sciamanico che il mondo è come lo sogniamo, la loro vita è davvero complicata e irta di difficoltà pratiche, anche se di solito non gravi, o - per alcuni - di problemi svariati di salute. La ragione è che come l'odore della paura rende aggressivi gli animali selvaggi, i quali la interpretano come una minaccia, così pure tale odore attira Spiriti cattivi o comunque pericolosi, rendendoli ostili. Tali Spiriti riempiono perciò la vita degli I di problemi.

Nel lavoro gli I ordinari, a causa della loro eccessiva prudenza, ottengono meno di quanto meriterebbero. Specie gli I aggressivi inoltre possono danneggiarsi da soli con sfoghi di aggressività intempestivi.
Entrambi i tipi desiderano il potere soprattutto perché il potere è controllo e credono che questo elimini la paura. Se non ottengono potere sufficiente diventano frustrati e ricchi di astio, che mascherano con un distacco saggio o superiore - se miti - o con aggressività "ufficialmente" dovuta ad altri motivi, se reattivi.
Quando invece ottengono una posizione di potere, gli I lo esercitano di solito in maniera pesante e assolutistica.
La paura tuttavia riemerge non appena si accorgono che il Potere attira rivali ansiosi di strapparglielo...

Gli I sono di solito molto attratti dal sesso e in genere si rivelano buoni amanti. Questo loro Potere dipende forse dal fatto che il sesso è un modo ancestrale per vincere la paura della morte. Anche se, in realtà, fra tutte le paure, ciò di cui gli I sembrano aver meno paura è proprio la morte: temono piuttosto la sofferenza, la debolezza, la sottomissione e in generale l'ignoto. La morte quindi può anche apparire loro come un'estrema via di fuga.
Tuttavia va detto che la paura della morte ha molti modi di mascherarsi, ma questo argomento ci condurrebbe fuori strada...
I rapporti d'amore al contrario non sono il loro forte poiché la loro etica è giusta ma non generosa. Devono trovare un compagno simile a loro e con cui siano ben chiari gli accordi. Alcuni poi possono comportarsi in modo egoista e manipolativo.

Gli I tendono a fare di ogni piccola faccenda un fatto grave e, per questa ragione, come genitori sono severi e, proiettando su di essi le loro paure, rendono difficile la vita ai propri figli. Credono di sapere cos'è meglio per loro e anche di avere la loro approvazione, ma di solito non li ascoltano sul serio e, anche se lo fanno, i figli non sono molto sinceri con i genitori I perché li temono.

Poiché si sentono sempre in guerra, conoscono l'importanza del cameratismo e sono dei compagni leali. Tengono fede alla loro parola, per quanto possano fare qualche strappo se sono frustrati. Ciò nonostante, a causa proprio delle loro paure che sconfinano talora nella paranoia, non sono in generale persone molto sincere e occultano i loro veri pensieri e sentimenti.
Molti di loro, specie in giovane età, possono farsi in quattro per i loro compagni, anche per il desiderio di essere amati e accettati. Tuttavia col passare degli anni la maggioranza tende a farsi più egoista.
Rimarranno pur sempre dei buoni camerati (senza allusioni politiche...), ma la severità tenderà a prendere il sopravvento.
Nonostante il loro cameratismo, raramente hanno veri amici, per quanto molti ostentino il contrario. Sono troppo chiusi e paurosi infatti per aprirsi a una vera amicizia.
Nei rapporti sociali sono sospettosi, credono a volte di essere sotto attacco immaginando spesso trame complicate e improbabili.
Si sentono di solito soli e molti di loro - anche se non lo ammetterebbero - vorrebbero essere più amati dagli altri, cui credono di non piacere. Mancando di coraggio, il loro cuore è piccolo o chiuso e scarseggiano in compassione, cosa che col passare degli anni tende ad aumentare.
Come molti "paranoici" date le loro paure sperimentano poco la vita, il che li rende a volte ingenui per inesperienza: capita quindi che si fidino ciecamente di alcune persone od occasioni, per poi talora pentirsene.
Fanno molta fatica a impegnarsi in qualcosa, non - come spesso credono gli altri - per il timore di mettersi in gioco, ma perché a causa delle loro molteplici paure, riflettono troppo prima di imbarcarsi in qualunque cosa e, se i tempi sono stretti, restano fuori.
Quando però infine si impegnano o quando si fidano ciecamente di qualcuno o qualcosa, si applicano con impegno e spirito di sacrificio. Ciò sia nel lavoro che nei rapporti con gli altri. Tuttavia in entrambi i casi sperano sovente con questo di ottenere potere, stima o prestigio. Hanno comunque senso di responsabilità e non cercano di solito di sfuggire a quelli che ritengono loro doveri. Qui avviene tuttavia un fenomeno all'apparenza strano, che riguarda soprattutto gli I con un senso etico meno sviluppato: se i loro interessi cambiano, spesso perché l'impegno comincia a chieder loro troppo e ciò agita nuove paure, abbandoneranno tutto venendo talora meno agli impegni presi. Questo spesso sconcerta o indigna gli altri che vengono lasciati alle prese con problemi o compiti svolti a metà.
In questi caso gli I non sembrano rendersi conto del punto di vita degli altri, a causa del loro cuore piccolo che - nei frangenti critici - li fa concentrare solo su se stessi.

Finché comunque si impegnano, gli I sono molto responsabili.
Tuttavia quelli di loro col cuore più chiuso (più spesso sono I miti), hanno la tendenza a mettere i puntini sulle i (!) e dare solo in misura di quanto ricevono o di concedere a ciascuno niente di più di quello che gli spetta.
Per gli I comunque la riconoscenza e la gratitudine, fattiva e non teorica, è un obbligo: essi la danno e la pretendono.

Nel lavoro, come ho già detto, si applicano con impegno se vi credono o pensano di ottenere Potere, altrimenti sono pigri. In generale come dipendenti sono leali. Per natura, hanno uno spiccato senso del dovere, cui di solito non vengono meno. Almeno finché non capita quella fuga o quel cambio di interessi di cui dicevamo sopra.
Benché il loro Ego possa soffrirne, la maggioranza accetta le critiche dei superiori e anche gli attacchi con pazienza e quasi con rassegnazione, continuando a fare il proprio dovere. In questo senso possono essere dipendenti preziosi e, grazie all'accettazione delle critiche, "crescere" molto nel loro lavoro.
Grazie alla loro paura infatti, accettano il valore dell'ordine gerarchico che rispettano e che a loro volta pretendono, anche se in modo - come già detto - troppo rigido e autoritario.
Per quanto sembri strano questo rispetto vale in sostanza anche per gli I reattivi che hanno però maggior bisogno di creder nei loro capi. Anche loro tuttavia, sapendoli prendere, si rivelano alla fine dipendenti fedeli, ligi alla gerarchia.
Gli I ordinari sono portati a lavori o compiti di indagine, ad occuparsi di sistemi di difesa, alla tutela delle leggi e alla protezione degli altri. Possono essere ottimi bracci destri di persone di potere (per quanto "più realisti del re"), purché superino le trappole del loro Ego che aspirerebbe a una leadership smaccata.
Per quanto i reattivi soprattutto siano spesso ribelli da giovani, tutti gli I, proprio a causa della loro Paura, sono in realtà tradizionalisti.

Gli I straordinari sono coloro che riescono a vincere la Paura: essi diventano dei kakáram invincibili, poiché chi ha vinto le proprie paure nessuno potrà più vincerlo!
Gli I straordinari vincono la Paura quasi sempre in giovane età, entro l'adolescenza e spesso anche prima.
Questi I liberati non hanno più paura di nulla e la loro vita, al contrario degli I ordinari scorre abbastanza liscia, senza piccole complicazioni. Tuttavia, poiché conquistano grande Potere, ricevono forti attacchi, loro però non si spaventano e se ne sbarazzano come da parassiti fastidiosi ma innocui.
Sono assai meno prudenti degli I ordinari e a volte perfino avventati. Capaci comunque di azioni audaci e fulminee. La maggioranza di loro tuttavia rimane previdente.
Al contrario degli ordinari sono coraggiosi e quindi il loro cuore è magnanimo. Restano severi e autoritari, ma capaci di grande generosità.
Per il resto, le caratteristiche degli I straordinari sono simili a quelle degli ordinari.
Sono fatalmente dei leader ed esercitano il Potere in modo pesante e dittatoriale. Difficilmente accettano di stare in posizioni subalterne. Hanno una grande energia e sono capaci di motivare molto il proprio gruppo. Schiacciano chiunque si metta sulla loro strada, spesso senza neanche accorgersene, data la loro grande forza.
Affrontano compiti all'apparenza impossibili, che a loro appaiono quasi come normale amministrazione.

i poteri

I poteri delle persone I ordinarie sono la la prudenza, la previdenza, la lealtà, la capacità di condurre lunghe battaglie, la sessualità, il senso della responsabilità e del dovere, il senso della tradizione, la pazienza e la tenacia nello svolgere il proprio lavoro.
Gli I straordinari, meno prudenti e previdenti, hanno in aggiunta poteri di leadership, coraggio, magnanimità, forza, capacità di motivare e confortare le persone.

Sono kakáram "dormienti" ossia in potenza e diventano effettivi solo se vincono le loro paure.
Hanno un'energia piuttosto alta.

cosa devono evitare e cosa cercare

Gli I ordinari devono evitare di cercare un potere maggiore di quello che possono gestire.
Sia gli ordinari che gli straordinari devono evitare l'adulazione (di cui cadono facilmente vittima) e le lusinghe dell'Ego.

Gli I ordinari devono cercare di ammettere le loro paure anziché negarle e sforzarsi di affontarle gradualmente con molta disciplina.
Dovrebbero trovare Spiriti maestri che li aiutino a sviluppare l'empatia e la compassione. Specie quelli col cuore più chiuso dovrebbero imparare a dare senza far calcoli sulle rispettive spettanze.